La legge prevede strumenti concreti per chi non riesce più a far fronte ai propri debiti. Ristrutturazione dei debiti del consumatore, concordato minore, liquidazione controllata: un percorso assistito verso una nuova partenza.
Un imprevisto, la perdita del lavoro, una separazione, spese mediche inattese o semplicemente un accumulo progressivo di debiti: le cause del sovraindebitamento sono molteplici e spesso indipendenti dalla volontà del debitore.
La buona notizia è che la legge offre strumenti concreti per ristrutturare il debito, ridurlo in misura sostenibile o, nei casi più gravi, ottenere l'esdebitazione — la liberazione definitiva dai debiti residui.
Finanziamenti, mutui e carte revolving si accumulano fino a superare la capacità di rimborso.
Atti esecutivi, fermi amministrativi e ipoteche aggravano una situazione già critica.
L'accesso al credito si chiude, rendendo impossibile qualsiasi ripartenza autonoma.
Lo stress finanziario si riflette sulla vita familiare e sulla salute. Non si è soli: la legge tutela.
Il Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019) prevede tre strumenti per il debitore sovraindebitato — persona fisica, piccolo imprenditore, ente non commerciale. Lo Studio assiste il debitore nella scelta della procedura più adatta e nella gestione dell'intero percorso. Per l'imprenditore commerciale non minore, il Codice prevede strumenti diversi, illustrati nella sezione dedicata alla crisi d'impresa.
Il debitore persona fisica, che ha contratto debiti per scopi estranei all'attività professionale, propone al Tribunale un piano di rientro sostenibile. Non è necessario il consenso dei creditori: è il Giudice a omologare.
Rivolto al piccolo imprenditore, al professionista e all'imprenditore agricolo: prevede una proposta ai creditori con la possibilità di proseguire l'attività. Richiede il voto favorevole dei creditori.
Il debitore mette a disposizione il proprio patrimonio (con esclusione dei beni impignorabili) per soddisfare i creditori. Al termine della procedura può ottenere l'esdebitazione: la cancellazione dei debiti residui.
Ogni situazione è unica. Il percorso inizia con un'analisi attenta della posizione debitoria e si sviluppa nella costruzione della soluzione più adatta, fino alla corretta esecuzione del piano.
Ogni situazione merita un approfondimento specifico. Queste risposte offrono un primo orientamento generale.
Il consumatore, il professionista, il piccolo imprenditore sotto soglia, l'imprenditore agricolo, le start-up innovative e gli enti non commerciali. In generale, tutti i debitori che non rientrano nelle procedure di cui al Titolo III del Codice della Crisi.
Sì. Le procedure di sovraindebitamento possono riguardare tutti i debiti, compresi quelli verso l'Agenzia delle Entrate, l'INPS e l'Agenzia della Riscossione, nel rispetto delle regole specifiche previste dal Codice.
Dipende dalla procedura scelta. Nel piano del consumatore è possibile proporre il mantenimento dell'abitazione principale, prevedendo il pagamento del debito ipotecario secondo le condizioni del piano. Ogni situazione va valutata caso per caso.
È il beneficio previsto dalla legge che consente al debitore, al termine della procedura, di essere liberato dai debiti residui non soddisfatti. Rappresenta il vero "fresh start" — la possibilità di ripartire senza il peso del passato.
Il Gestore della Crisi (OCC) è un professionista indipendente che affianca il debitore nella predisposizione del piano, ne verifica la fattibilità e redige la relazione particolareggiata da depositare presso il Tribunale. Il Dott. Degli Esposti Zoboli è iscritto nell'elenco dei Gestori della Crisi dell'OCC dell'ODCEC di Roma.
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